Comunicato stampa del 13 Agosto 2013

COMUNICATO STAMPA

Nemmeno a Ferragosto ai genitori di bambini italiani vittime di sottrazioni internazionali ed illegalmente trattenuti in Slovacchia è dato di riabbracciare i propri figli.

È stata costituita l’associazione per la tutela dei diritti dei bambini italiani vittime di sottrazione internazionale ed illegalmente trattenuti in Slovacchia. In tale Paese, per il “rimpatrio immediato” dei minori, sono necessari molti anni di estenuanti iter processuali, persino per la semplice esecuzione di sentenze, definitive ed immediatamente esecutive, emesse da un tribunale europeo. Ciò contrasta fortemente con i tempi di gran lunga più brevi (sei settimane) previsti dalle convenzioni e dalle leggi internazionali.  

Ecco perché lo scorso tre agosto si sono riuniti a Roma, presso la Città dell’Altra Economia al Testaccio, i genitori dei bambini italiani ancora trattenuti illegalmente in Slovacchia, per costituire un’associazione volta a tutelare in primis gli interessi dei minori, ma che nel contempo possa contribuire alla promozione di uno spazio unico europeo in materia di diritto di famiglia. In particolare l’associazione si propone di:

  • diffondere il più possibile, a scopo preventivo, la conoscenza del fenomeno della sottrazione internazionale dei minori, nonché degli strumenti operativi offerti dalla vigente legislazione internazionale e nazionale a tutela dei genitori ed in generale dei parenti (nonni, zii, cugini, ecc.) dei bambini nati da unioni miste (in particolare italo-slovacche);
  • elaborare ed aggiornare, in sintonia con le norme comunitarie e nazionali vigenti, linee guida e manuali relativi alla tutela degli interessi e dei diritti dei bambini italiani sottratti, trasferiti e trattenuti illegalmente in Slovacchia ed in particolare giungere alla definizione di chiare modalità di esecuzione delle sentenze di rimpatrio;
  • promuovere ed organizzare attività di ricerca, divulgazione, formazione ed informazione riguardanti la sottrazione internazionale dei minori;
  • costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che vedono coinvolti bambini italiani sottratti, trasferiti e trattenuti illegalmente in Slovacchia;
  • garantire adeguata rappresentatività alle istanze di tutti quei soggetti, singoli o associati, che perseguono finalità coincidenti con gli scopi suddetti.

In ambito UE la Slovacchia ha fatto registrare nel 2012 il maggior numero di sottrazioni internazionali di minori italiani (il 15% del totale), con 13 casi trattati dal Ministero degli Affari Esteri (di cui 4 nuovi). Si tratta di genitori di nazionalità slovacca che hanno sottratto i figli nati dall’unione con un italiano, trasferendoli poi illegalmente dall’Italia nel loro paese di origine.

I casi di sottrazione internazionale di minori italiani trattati nello scorso anno dalla Farnesina sono stati ben 286, dei quali 87 hanno riguardato il trasferimento illegale dei bambini in uno dei Paesi membri dell’Unione Europea. 

Il fenomeno rappresenta il rovescio della medaglia di quell’internazionalizzazione, abolizione delle frontiere e processi di modernizzazione che avrebbero dovuto portare alla creazione di un vero spazio unico europeo in cui attuare il libero scambio delle merci e la circolazione delle persone. A garanzia di tutto ciò  vennero stipulati trattati, convenzioni, leggi e procedure comuni in grado di tutelare in egual misura tutti i cittadini europei. Purtroppo questi necessari strumenti di garanzia vengono in alcuni Paesi bloccati da farraginosi e polverosi ingranaggi  burocratici del tutto inadeguati a soddisfare i bisogni di una moderna società 2.0. 

Nonostante la Slovacchia faccia parte ormai dal 2004 dell’Unione Europea, ed abbia firmato tutte le convenzioni internazionali contro la sottrazione internazionale di minori, non rispetta quasi mai gli impegni assunti. Ciò soprattutto in termini di rapidità dell’esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio dei minori sottratti, che qui avviene “normalmente” solo dopo molti anni dal rapimento.

Come fa rilevare il vicepresidente dell’associazione, Liberato Volpe, “la Slovacchia non garantisce nemmeno la possibilità, per il minore, di avere incontri periodici con il genitore italiano, arrecando così ulteriore danno al bambino/a”. Si capisce quindi come tutto ciò influisca negativamente sullo sviluppo psichico e sulla personalità dei bambini sottratti al proprio Paese, alla propria cultura, alla propria lingua e ad uno dei  genitori (e relativi parenti: nonni, zii, cugini, ecc.), proprio nell’età in cui questa personalità si va formando.

 “La strada da percorrere per il bene dei nostri figli e per evitare che altri debbano vivere in futuro le nostre stesse sofferenze, sarà lunga, faticosa ma necessaria”, come sottolinea lo stesso presidente della neo costituita associazione, Salvatore Basile, di professione esperto di agricoltura biologica, al quale due anni fa l’ex convivente slovacca ha portato via da Napoli i figli di 8 e 10 anni. I bambini sono stati letteralmente “strappati” dalle mani della nonnina di 77 anni (colta subito da un infarto invalidante), alla quale li aveva affidati prima di compiere un viaggio di lavoro all’estero.  Lo stesso Basile evidenzia come “nonostante i tribunali avessero emesso già nel maggio del 2012 i provvedimenti di affidamento esclusivo e rimpatrio in Italia dei minori, ad oggi sono riuscito a riavere con me a Napoli (… e non certo per la solerzia delle Autorità preposte!) solo il primogenito invalido al 100% (con sindrome di Down e grave cardiopatia) mentre mi trovo ancora a lottare con i Tribunali slovacchi per eseguire il rimpatrio del secondogenito, ostinatamente ed illegalmente ancora trattenuto dalla madre a Poprad, nell’Est della Slovacchia”. 

Anche le storie degli altri soci fondatori dell’associazione si somigliano tutte: stanno lottando da molti anni per veder riconosciuti i diritti loro e dei loro figli. Tutti hanno avuto ragione in Tribunale, ma nessuno è riuscito ancora ad eseguire le sentenze, ritrovandosi purtroppo ancora bloccati nei farraginosi e polverosi ingranaggi delle solite gigantesche macchine della burocrazia.

Il Presidente ci tiene a precisare che “un’associazione come la nostra non avrebbe motivo d’esistere in un’Europa in cui venissero correttamente applicate tutte le Convenzioni e le leggi già esistenti. Purtroppo non è ancora così.  Per questo è stato necessario riunirci in associazione per poterci relazionare con tutte le Istituzioni, le Organizzazioni ed i singoli cittadini disposti ad aiutarci. A tal proposito ringraziamo la signora Maria Bisegna, presidente dell’A.No.P.S. Onlus -  Associazione Nonne Nonni penalizzati dalle separazioni, che è intervenuta all’incontro di costituzione a Roma e con la quale collaboreremo attivamente in futuro”.

Intanto neanche questo ferragosto ai genitori di bambini italiani vittime di sottrazioni internazionale ed illegalmente trattenuti in Slovacchia sarà dato di riabbracciare i propri figli.

I promotori dell’associazione lanciano quindi un appello a tutta la società civile perché venga fermato questo stillicidio in spregio alle convenzioni internazionali. L’associazione invita tutti a firmare la petizione che intende lanciare attraverso “Avaaz.org”. Quest’ultima è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta la politica dei cittadini nel processo decisionale in tutto il mondo. Di tale petizione è possibile trovare tutti i riferimenti sul sito dell’associazione. Tutti i genitori, parenti e conoscenti di minori sottratti e trasferiti illegalmente in Slovacchia, sono invitati a contattare la neonata compagine per fornire le loro testimonianze.

Per informazioni e contatti: Associazione per la tutela dei diritti dei bambini italiani sottratti, trasferiti e trattenuti illegalmente in Slovacchia – Sito internet: www.sottrazionislovakia.it – E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Napoli, 13 Agosto 2013

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